Ci sono libri che sorprendono fin dalle prime pagine, capaci di aprire porte su mondi inattesi. La maquette del Cairo è uno di questi: un’opera originale e affascinante che mescola realtà, memoria e immaginazione, conducendo il lettore in un viaggio potente e visionario.
La sinossi
Siamo al Cairo nel 2045. Un gruppo di artisti riceve un incarico singolare: costruire una maquette perfetta della città com’era venticinque anni prima. Ma ciò che sembra un progetto artistico si trasforma presto in qualcosa di molto più complesso.
Nel tentativo di ricostruire il passato, gli abitanti scoprono di vivere dentro una struttura più ampia, fatta di modelli che si replicano all’infinito, come matrioske. La città non è più una sola: è un intreccio di possibilità, una rete di realtà alternative che si sovrappongono e si confondono.
Dentro questo labirinto si muovono personaggi indimenticabili: Nud, che nello specchio non riconosce mai il proprio volto; Origa, che porta con sé il segreto di un omicidio; Biliardo, graffitista che trova per strada l’occhio di un gigante. Le loro storie si intrecciano con quella della “Miss”, custode del progetto, e con il misterioso Mansi Agram, autore di un libro che sembra determinare il destino di tutti.
L’autore e la traduzione
L’autore, Tareq Imam, è una delle voci più originali della narrativa araba contemporanea. La sua scrittura si distingue per la capacità di fondere elementi fantastici e riflessioni profonde, creando universi narrativi complessi e affascinanti.
La traduzione italiana è curata da Barbara Benini, che restituisce con grande sensibilità la ricchezza stilistica e l’intensità del testo originale.
Uno degli aspetti più sorprendenti del romanzo è la sua struttura visionaria: un gioco di specchi e livelli narrativi che invita il lettore a perdersi e ritrovarsi continuamente.
Colpisce anche la forza delle immagini e dei personaggi, che restano impressi per la loro originalità e per il loro valore simbolico.
Ma soprattutto, il libro si distingue per la profondità dei temi: il rapporto tra arte e realtà, il potere della narrazione, la memoria delle città e delle rivoluzioni. Sullo sfondo si avverte l’eco della rivoluzione egiziana del 2011 e delle illusioni che l’hanno seguita, trasformate qui in una fuga verso mondi alternativi.
La maquette del Cairo è un romanzo che sfida il lettore e lo invita a guardare oltre la superficie. Non è solo una storia, ma un’esperienza: un viaggio dentro le possibilità della narrazione e dentro le domande più profonde sul nostro modo di abitare il mondo.
È il libro ideale per chi ama le storie complesse, ricche di significato e capaci di lasciare un segno duraturo. Può un luogo immaginario cancellarne uno reale?
“Le città non sono fatte solo di ciò che esiste, ma di tutto ciò che potrebbe esistere.”

