Il libro Clelia Grillo Borromeo Arese. Vicende private e pubbliche virtù di una celebre nobildonna nell’Italia del Settecento di Anna M. Bardazza Serralunga, pubblicato nel 2005 da Eventi & Progetti Editore, offre una dettagliata biografia di Clelia Grillo Borromeo Arese, figura di spicco dell’aristocrazia e dell’intellettualità milanese del XVIII secolo. Attraverso una narrazione che intreccia vicende personali e contesto storico, l’autrice restituisce il ritratto di una donna colta, determinata e anticonformista.
Nata a Genova nel 1684 da una famiglia patrizia, Clelia si distinse per la sua vasta cultura e per l’interesse verso le scienze naturali e la matematica. Dopo il matrimonio con Giovanni Benedetto Borromeo Arese nel 1707, si trasferì a Milano, dove divenne animatrice di un salotto letterario e scientifico nel suo palazzo di via Rugabella. Questo salotto divenne un punto di riferimento per intellettuali e scienziati dell’epoca, tra cui Antonio Vallisneri, con il quale Clelia collaborò attivamente, conducendo esperimenti scientifici e promuovendo la diffusione delle scienze sperimentali .
La sua inclinazione per la cultura e la scienza, unita a una personalità forte e indipendente, la rese una figura atipica nel panorama aristocratico milanese, suscitando ammirazione ma anche diffidenza. Il suo coinvolgimento in ambienti filospagnoli e l’ospitalità offerta a figure politicamente compromesse portarono alla sua temporanea esiliazione da parte dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria .
Il volume di Bardazza Serralunga, arricchito da una prefazione di Cinzia Cremonini, si basa su un’attenta analisi delle fonti archivistiche e offre una ricostruzione approfondita della vita di Clelia, evidenziando il suo ruolo di mecenate e promotrice della cultura scientifica e letteraria nel Settecento italiano.
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