La biblioteca comunitaria propone ai suoi lettori un incontro con la letteratura araba contemporanea attraverso la voce intensa e raffinata di Nouri Al Jarrah, scrittore e poeta siriano tra i più significativi della sua generazione. Tra i titoli presenti nella nostra biblioteca troviamo Il serpente di pietra, pubblicato da Emuse, un’opera che ci accompagna in un viaggio fatto di memoria, paesaggi interiori, storia e identità.
Nouri Al Jarrah nasce a Damasco nel 1956 e vive gran parte della sua vita lontano dalla Siria, tra diverse città e culture. L’esperienza dell’esilio attraversa profondamente la sua scrittura: nelle sue opere il viaggio non è soltanto uno spostamento geografico, ma diventa una ricerca di senso, un confronto con le proprie radici e con le ferite della storia.
Il serpente di pietra è un testo poetico e narrativo in cui il lettore incontra immagini potenti e simboliche. Il “serpente” diventa una figura evocativa, capace di richiamare trasformazione, memoria e mistero, mentre la “pietra” rappresenta ciò che resta: le tracce lasciate dal tempo, dalle civiltà e dalle vite degli uomini. La scrittura di Al Jarrah intreccia mito, storia e poesia, creando uno spazio in cui il passato dialoga continuamente con il presente.
La sua opera ci invita a guardare il mondo arabo contemporaneo oltre gli stereotipi, attraverso la ricchezza delle sue voci letterarie: storie di città antiche, conflitti, migrazioni, amore, perdita e speranza. Leggere Al Jarrah significa entrare in un universo culturale complesso, dove la letteratura diventa uno strumento per custodire la memoria e costruire ponti tra esperienze diverse.
Per accompagnare la lettura di Il serpente di pietra, la biblioteca propone una selezione di autori e autrici del mondo arabo contemporaneo: romanzi che raccontano identità, società, trasformazioni politiche e personali, offrendo uno sguardo plurale su culture spesso conosciute attraverso narrazioni limitate, pagine che raccontano luoghi lontani e, allo stesso tempo, emozioni universali.
Un libro breve ma intenso che apre grandi domande su memoria, esilio e incontro tra culture.
Quale forma aveva il mondo prima che tu arrivassi?
Nouri Al Jarrah

